Cosa sono i BOT
I Buoni Ordinari del Tesoro (BOT) sono titoli di debito pubblico emessi dal Ministero dell'Economia e delle Finanze italiano. Rappresentano uno dei modi più diretti per prestare denaro allo Stato italiano in cambio di un interesse.
La loro caratteristica principale è la breve durata: le scadenze disponibili sono 3, 6 e 12 mesi. Non esiste una cedola periodica come nei BTP: i BOT sono strumenti "zero coupon", ovvero il guadagno per l'investitore deriva interamente dalla differenza tra il prezzo di acquisto (inferiore al valore nominale) e il rimborso a 100 a scadenza.
Come funziona il meccanismo di rendimento
Il meccanismo è semplice da comprendere con un esempio.
Si immagina un BOT con valore nominale di 1.000 euro e scadenza a 12 mesi. Lo Stato lo emette a 97,00, ovvero lo vende a 970 euro. A scadenza, rimborsa 1.000 euro. Il guadagno dell'investitore è di 30 euro, che corrisponde a un rendimento lordo di circa il 3,09% annuo.
Questo sistema si chiama "emissione sotto la pari" ed è il metodo standard per i titoli zero coupon.
Tassazione agevolata al 12,5%
I BOT godono di una tassazione privilegiata rispetto alla maggior parte degli strumenti finanziari. Il rendimento è tassato al 12,5%, non al 26% standard che si applica, ad esempio, agli interessi di un conto deposito o alle plusvalenze su azioni ed ETF.
Questa agevolazione fiscale è riservata ai titoli di Stato italiani e di paesi equiparati dall'Unione Europea. L'obiettivo è rendere più conveniente il finanziamento del debito pubblico.
Confronto pratico
Si confrontano un BOT e un conto deposito, entrambi con rendimento lordo del 3%:
- BOT: 3% lordo x (1 - 12,5%) = 2,625% netto
- Conto deposito: 3% lordo x (1 - 26%) = 2,22% netto
A parità di tasso lordo, il BOT rende circa il 18% in più rispetto al conto deposito dopo le imposte. Questo vantaggio va sempre considerato quando si confrontano strumenti diversi.
Come si acquistano i BOT
I BOT possono essere acquistati in due modi.
In asta (mercato primario)
Lo Stato emette i BOT attraverso aste competitive che si tengono periodicamente. Per partecipare, è necessario dare un ordine tramite la propria banca o broker prima della data dell'asta. Il prezzo di assegnazione viene determinato dall'asta stessa.
Le aste dei BOT a 6 mesi avvengono di norma ogni mese, quelle a 12 mesi con cadenza mensile o bimestrale. Il Ministero pubblica il calendario delle aste sul proprio sito.
Sul MOT (mercato secondario)
Il Mercato Obbligazionario Telematico (MOT) di Borsa Italiana è il mercato dove i titoli di Stato già emessi vengono comprati e venduti. È il metodo più comune per chi vuole acquistare BOT senza aspettare un'asta.
Sul MOT si opera tramite il proprio broker, inserendo un ordine come si farebbe per comprare azioni o ETF. Il prezzo dipende dall'offerta e dalla domanda in quel momento, e sarà leggermente diverso dal prezzo d'asta originale.
La maggior parte dei broker e delle banche con accesso ai mercati obbligazionari permette di acquistare BOT sul MOT. Alcuni broker online applicano commissioni ridotte per i titoli di Stato.
Rendimenti attuali
I rendimenti dei BOT seguono da vicino il tasso di riferimento della Banca Centrale Europea, poiché hanno scadenze molto brevi e sono considerati tra gli strumenti più sicuri disponibili in euro.
Nella prima metà del 2026, i BOT a 12 mesi offrono rendimenti lordi orientativamente compresi tra il 2,5% e il 3,5%, in funzione dell'andamento della politica monetaria. Per i BOT a 3 e 6 mesi i rendimenti sono simili ma leggermente inferiori.
I rendimenti sono pubblicati in tempo reale sul sito di Borsa Italiana e sui principali siti finanziari, ed è possibile consultarli prima di effettuare l'acquisto.
Differenze rispetto ai BTP
BTP e BOT sono entrambi titoli di Stato italiani, ma hanno caratteristiche molto diverse.
| Caratteristica | BOT | BTP | |---|---|---| | Durata | 3, 6, 12 mesi | Da 2 a 50 anni | | Cedola | Nessuna (zero coupon) | Semestrale fissa | | Rischio di tasso | Molto basso | Alto (per lunghe scadenze) | | Volatilità di prezzo | Minima | Significativa | | Tassazione | 12,5% | 12,5% |
Il rischio di tasso è la differenza principale: i BTP a lunga scadenza possono perdere valore significativo in mercato secondario se i tassi di interesse salgono, mentre i BOT — avendo scadenza brevissima — sono quasi insensibili a questa dinamica.
Per chi vuole conservare liquidità senza esporsi alla volatilità obbligazionaria, i BOT sono lo strumento più adatto tra i titoli di Stato.
Rischi da considerare
I BOT sono considerati strumenti a bassissimo rischio, ma non privi di rischi del tutto.
- Rischio di credito sovrano: in teoria, lo Stato italiano potrebbe non rimborsare il debito. In pratica, per un paese dell'area euro questo scenario è considerato remoto, ma non impossibile.
- Rischio di liquidità: sul MOT i BOT sono generalmente liquidi, ma in periodi di stress i differenziali denaro-lettera possono allargarsi.
- Rischio di reinvestimento: alla scadenza, si dovrà reinvestire il capitale in condizioni di mercato che potrebbero essere meno favorevoli.
Nessuno di questi rischi è paragonabile alla volatilità degli strumenti azionari. I BOT rimangono tra le opzioni più conservative disponibili.
Quando ha senso scegliere un BOT
I BOT sono particolarmente adatti in alcune situazioni:
- Parcheggio temporaneo della liquidità: se si attende un momento opportuno per investire o si prevede una spesa entro l'anno, un BOT a 6 o 12 mesi permette di far fruttare il denaro senza rischi.
- Fondo di emergenza complementare: una parte della riserva di liquidità può essere collocata in BOT a breve scadenza, approfittando della tassazione agevolata.
- Diversificazione del portafoglio conservativo: per chi ha già conti deposito, i BOT offrono un'alternativa con garanzia dello Stato e fiscalità più favorevole.
Non sono adatti come strumento di crescita del capitale nel lungo periodo: i rendimenti reali (al netto dell'inflazione) nei periodi di tassi bassi possono essere vicini allo zero o negativi.
Considerazioni finali
I BOT sono titoli semplici, trasparenti e garantiti dallo Stato italiano. La tassazione agevolata al 12,5% li rende sistematicamente più efficienti dal punto di vista fiscale rispetto ai conti deposito con tassi lordi equivalenti. Per chi vuole gestire liquidità a breve termine con il minimo rischio, rappresentano uno strumento di riferimento da conoscere e valutare.