Materie prime e oro

Oro, petrolio, metalli industriali e prodotti agricoli sono asset reali che si comportano diversamente da azioni e obbligazioni. Inserirli in portafoglio può migliorare la diversificazione, specialmente nei periodi di alta inflazione.

Cosa sono le materie prime

Le materie prime, in inglese commodities, sono beni fisici standardizzati che vengono prodotti, estratti o coltivati e poi scambiati sui mercati globali. Si dividono in grandi categorie:

  • Metalli preziosi: oro, argento, platino, palladio. Hanno valore intrinseco, durata illimitata e funzione di riserva di valore riconosciuta a livello globale da millenni.
  • Metalli industriali:rame, alluminio, nichel, zinco. Il loro prezzo dipende strettamente dalla salute dell'economia globale e dalla domanda industriale, in particolare dalla Cina.
  • Energia: petrolio (WTI e Brent), gas naturale, gasolio. Sono tra le commodity più volatili, influenzate da geopolitica, decisioni OPEC e transizione energetica.
  • Prodotti agricoli (soft commodities): grano, mais, soia, caffè, cacao, zucchero. I prezzi riflettono raccolti, condizioni climatiche e domanda alimentare globale.

A differenza di azioni e obbligazioni, le materie prime sono beni reali: hanno un valore d'uso concreto indipendentemente da considerazioni finanziarie. Questo le rende particolarmente interessanti come protezione dall'inflazione, perché quando i prezzi al consumo salgono, spesso salgono anche i prezzi delle materie prime che quei prodotti contengono.

Il prezzo delle commodity è determinato dall'incontro tra domanda e offerta globale, con fattori aggiuntivi come: condizioni meteorologiche, conflitti geopolitici nelle zone di produzione, decisioni dei cartelli (come l'OPEC per il petrolio), variazioni del dollaro USA (la valuta in cui quasi tutte le commodity vengono quotate), e innovazioni tecnologiche che cambiano la domanda.

Commodity e dollaro

Quasi tutte le materie prime vengono quotate in dollari americani. Questo significa che anche se il prezzo della commodity rimane invariato, un investitore europeo può guadagnare o perdere a seconda dell'andamento del cambio EUR/USD. Molti ETC su commodity non offrono copertura valutaria: è un rischio da considerare.

Perché includere le materie prime nel portafoglio

Le materie prime non sono adatte come investimento principale per costruire ricchezza a lungo termine — storicamente il loro rendimento reale (al netto dell'inflazione) è stato modesto. La loro utilità principale è diversificazione e protezione nei momenti di crisi.

Bassa correlazione con azioni e obbligazioni

Le commodity tendono a muoversi in modo indipendente rispetto ai mercati azionari e obbligazionari. Questo significa che in un portafoglio misto la loro presenza può ridurre la volatilità complessiva: quando azioni e bond scendono, spesso le materie prime tengono o addirittura salgono.

La correlazione non è perfetta né costante — ci sono periodi in cui tutto scende insieme (come nelle crisi di liquidità acute) — ma storicamente i benefici di diversificazione delle commodity sono documentati.

Protezione dall'inflazione

L'inflazione erode il valore reale di azioni e obbligazioni, ma le commodity tendono a beneficiarne: se i prezzi salgono, spesso è proprio perché le materie prime alla base dei beni di consumo costano di più. Il 2021-2022 ne è un esempio: mentre azioni e bond perdevano, petrolio, gas, grano e metalli hanno segnato rialzi storici, portando gli indici commodity a guadagni del 30-60% in pochi mesi.

Protezione nelle crisi geopolitiche

Le crisi geopolitiche — guerre, embarghi, tensioni tra grandi potenze — spingono tipicamente l'oro e le commodity energetiche al rialzo. Chi aveva oro in portafoglio all'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina nel 2022 ha visto una rivalutazione immediata dell'asset. Questo "assicurazione" contro eventi estremi è uno dei motivi principali per tenere una quota di materie prime.

Le commodity non generano reddito

A differenza di azioni (dividendi) e obbligazioni (cedole), le materie prime non producono flussi di cassa. Il loro rendimento viene interamente dalla variazione di prezzo. Questo le rende un complemento al portafoglio, non il suo cuore. Tienile in percentuali moderate.

Investire in oro

L'oro è la materia prima più popolare tra i risparmiatori italiani, con una tradizione culturale profonda. È considerato il rifugio per eccellenzanelle crisi: durante il crollo del 2008 l'oro ha guadagnato circa il 5% mentre i mercati azionari perdevano il 40-50%; durante la pandemia del 2020 ha toccato nuovi massimi storici. Ma investire in oro correttamente richiede di capire le diverse modalità disponibili.

Oro fisico: monete e lingotti

Acquistare oro fisico — monete d'investimento come il Marengo, il Krugerrand o la Sterlina, oppure lingotti certificati — offre la proprietà diretta del metallo senza intermediari finanziari. È lo scenario più estremo di protezione, utile in crisi sistemiche dove anche le istituzioni finanziarie potrebbero essere in difficoltà.

Gli svantaggi sono però concreti: costi elevati di acquisto e vendita (spread tra bid e ask del 2-5%), necessità di custodia sicura (cassetta di sicurezza o servizio specializzato), scarsa liquidità per importi rilevanti, e in Italia l'obbligo di dichiarazione al fisco per quantità superiori a determinate soglie. Per la maggior parte degli investitori l'oro fisico rappresenta al massimo una piccola parte della quota oro, non la modalità principale.

ETC sull'oro fisico: il modo più pratico

Gli ETC (Exchange Traded Commodities)sull'oro fisico sono strumenti quotati in borsa che detengono oro fisico in caveau certificati a garanzia del valore. Ogni quota dell'ETC è coperta da una quantità definita di oro fisico, custodito da banche depositarie di primo livello.

I principali ETC sull'oro fisico quotati in Europa:

  • iShares Physical Gold ETC (IGLN)— emesso da BlackRock, tra i più liquidi d'Europa, TER 0,12%. Quotato in USD su Xetra, disponibile anche su Borsa Italiana.
  • Invesco Physical Gold ETC (SGLN) — alternativa popolare, TER 0,12%. Oro fisico allocato presso caveau JP Morgan a Londra.
  • WisdomTree Physical Gold (PHAU)— uno dei primi ETC sull'oro fisico in Europa, TER 0,15%. Molto liquido e diffuso tra gli investitori italiani.

Questi strumenti possono essere comprati con il tuo broker esattamente come un'azione, con tagli minimi corrispondenti al prezzo di una quota (tipicamente 15-25 euro). La liquidità è eccellente.

Rischio valutario: l'oro è in dollari

L'oro viene quotato in dollari americani. Se il dollaro si apprezza contro l'euro, un investitore europeo guadagna sia dall'eventuale rialzo del prezzo dell'oro sia dalla variazione favorevole del cambio. Se invece il dollaro si indebolisce, parte del guadagno sull'oro viene erosa dalla perdita sul cambio. La maggior parte degli ETC sull'oro non copre il rischio valutario(non-hedged): questo è sia un rischio che un potenziale beneficio aggiuntivo, perché nelle crisi il dollaro tende a rafforzarsi, amplificando il rendimento dell'oro in euro.

Tassazione dell'oro in Italia

La tassazione dell'oro fisico a fini di investimento in Italia è complessa. Le plusvalenze sulla cessione di oro da investimento (lingotti e monete d'oro riconosciute) sono in linea di principio soggette a tassazione ordinaria IRPEF se si tratta di attività speculativa. Per gli ETC quotati in borsa, le plusvalenze sono tassate al 26% come qualsiasi altro strumento finanziario, con possibilità di compensare le minusvalenze nello zainetto fiscale del broker. Prima di acquistare oro fisico in quantità rilevanti, è consigliabile consultare un commercialista.

Attenzione all'oro non allocato

Alcuni prodotti finanziari offrono esposizione all'oro senza detenere fisicamente il metallo (oro "sintetico" o non allocato). In caso di insolvenza dell'emittente potresti perdere l'investimento. Preferisci sempre ETC con oro fisico allocato e segregato, dove sei il beneficiario diretto delle riserve auree.

ETC e ETF su materie prime diversificate

Se vuoi esporti alle commodity in modo ampio e diversificato, invece di puntare su un'unica materia prima (come l'oro), puoi usare ETF o ETC che replicano indici che contengono un paniere di commodity diverse.

Un indice commodity diversificato include tipicamente:

  • Energia (petrolio, gas naturale, gasolio): 30-40% del peso
  • Metalli industriali (rame, alluminio, zinco): 15-25%
  • Metalli preziosi (oro, argento): 10-20%
  • Prodotti agricoli (grano, mais, soia, zucchero): 20-30%
  • Bestiame (bovini, suini): 5-10%

I principali ETF/ETC diversificati disponibili in Europa:

  • iShares Diversified Commodity Swap UCITS ETF (CMOD)— replica l'indice Bloomberg Commodity tramite swap, TER 0,19%. Uno dei più liquidi e diffusi per l'esposizione broad commodity in Europa.
  • Invesco Bloomberg Commodity UCITS ETF (CMOD/BCOM) — alternativa simile con struttura a swap, accesso alle principali commodity globali.
  • WisdomTree Enhanced Commodity UCITS ETF— utilizza una metodologia ottimizzata per ridurre l'impatto del contango (ne parliamo nella sezione successiva).

ETF vs ETC: la differenza tecnica

Gli ETF sono UCITS (fondi regolamentati europei) e detengono direttamente gli asset o usano swap. Gli ETC sono strumenti di debito (simili a obbligazioni) garantiti da collaterale. Per le commodity, spesso si usano ETC per i metalli fisici (oro, argento) e ETF/ETC a replica sintetica per le commodity più difficili da detenere fisicamente (petrolio, gas, agricoltura). La distinzione pratica per l'investitore retail è marginale; la cosa importante è verificare il TER e la liquidità.

Il problema del contango

Il contango è uno dei concetti più importanti da capire quando si investe in commodity tramite strumenti finanziari, e uno dei motivi per cui i rendimenti degli ETF su materie prime possono deludere rispetto alle aspettative.

Come funziona il contango in parole semplici

Gli ETF e ETC sulle commodity non comprano fisicamente il petrolio o il grano e non li mettono in un magazzino. Lo farebbero a costi proibitivi. Invece, comprano contratti futures: accordi per acquistare la commodity a una data futura a un prezzo prestabilito.

Il problema nasce quando questi contratti arrivano a scadenza. L'ETF deve vendere il contratto in scadenza e comprarne uno nuovo con scadenza successiva (operazione chiamata rollover). Se il prezzo del contratto futuro è più alto di quello in scadenza — situazione di contango, la più comune per le commodity energetiche — l'ETF compra a un prezzo più alto di quanto ha venduto, subendo una perdita ad ogni rollover.

Un esempio pratico

Supponiamo che il petrolio valga oggi 80 dollari al barile (prezzo spot). Il contratto futures con scadenza tra un mese vale 82 dollari. L'ETF compra il futures a 82. Dopo un mese, se il prezzo spot è ancora 80, il contratto in scadenza vale 80. L'ETF vende a 80 e ricompra il contratto successivo a 82. Ha perso 2 dollari su ogni barile, anche se il prezzo del petrolio non è cambiato. Questo processo si ripete ogni mese: nel tempo, la perdita da rollover può essere significativa.

In mercati in forte contango come il gas naturale, le perdite da rollover possono erodere 10-20% l'anno, rendendo un ETF su gas naturale un pessimo strumento di investimento a lungo termine anche se il prezzo del gas non cambia.

Perché l'oro non ha questo problema

L'oro fisico detenuto in caveau da un ETC come IGLN non ha il problema del contango: il metallo viene semplicemente custodito e il suo valore riflette direttamente il prezzo spot dell'oro. Non c'è bisogno di rollover su futures. Per questo gli ETC sull'oro fisico allocato sono molto più fedeli all'andamento del prezzo dell'oro rispetto agli ETF su petrolio o gas naturale.

Come limitare l'impatto del contango

Alcune soluzioni parziali esistono:

  • ETF ottimizzati che selezionano i contratti futures con minore contango (o addirittura in backwardation, dove i futures costano meno dello spot).
  • ETF su indici diversificati dove il contango di alcune commodity viene parzialmente bilanciato dalla backwardation di altre.
  • Preferire l'oroper la quota metalli preziosi, evitando l'esposizione a gas naturale come investimento standalone.

ETF su petrolio o gas standalone: attenzione

Prodotti come gli ETC sul gas naturale o sul petrolio singolo sono spesso adatti per operazioni di breve termine speculative, non per il portafoglio a lungo termine. Il contango può erodere il valore in modo sistematico. Se vuoi esposizione alle commodity energetiche nel lungo periodo, preferisci un ETF diversificato su un indice broad commodity, non un ETC monoprodotto.

Quanto allocare alle materie prime

Non esiste una risposta universale, ma esistono linee guida pratiche basate sui modelli di portafoglio più diffusi tra i professionisti.

La quota tipica: 5-15% del portafoglio totale

La maggior parte dei modelli di allocazione istituzionale suggerisce una quota commodity tra il 5% e il 15% del portafoglio complessivo. Sotto il 5% il beneficio di diversificazione è trascurabile; sopra il 15% si inizia ad aumentare la volatilità complessiva senza un proporzionale beneficio aggiuntivo, dato che le commodity non generano reddito autonomo.

Come suddividere la quota commodity

All'interno della quota commodity, una suddivisione ragionevole per un investitore retail potrebbe essere:

  • Oro: 60-70% della quota commodity — il rifugio più affidabile, senza problema del contango, alta liquidità, storia lunga come riserva di valore.
  • Commodity diversificate (ETF broad): 30-40% — esposizione a energia, metalli industriali e agricoltura per il beneficio inflazionistico più ampio.

Quindi, in un portafoglio da 100.000 euro con 10% commodity, avresti circa 6.000-7.000 euro in ETC sull'oro e 3.000-4.000 euro in un ETF broad commodity.

Dipende dal profilo di rischio e dall'orizzonte

  • Profilo conservativo: 5% commodity, tutto in oro fisico tramite ETC. Funzione puramente assicurativa.
  • Profilo bilanciato: 8-10% commodity, 6% oro + 2-4% broad commodity ETF. Buon equilibrio tra protezione e diversificazione.
  • Profilo dinamico: 10-15% commodity, maggiore peso alle commodity cicliche (metalli industriali) per partecipare alla crescita globale, consapevole della volatilità più alta.

Ribilancia periodicamente

Le commodity sono molto volatili e possono allontanarsi rapidamente dal peso target. Un ribilanciamento annuale (o quando la quota si discosta di oltre 3-5 punti percentuali dal target) aiuta a vendere dopo i rialzi e comprare dopo i ribassi, migliorando il rendimento aggiustato per il rischio nel tempo.

Le materie prime nel portafoglio complessivo

Come si integrano le materie prime con azioni e obbligazioni? Il risultato dipende molto dal regime economico in cui ci troviamo.

Quattro scenari economici e come si comportano gli asset

Un framework utile divide l'economia in quattro quadranti in base a crescita e inflazione:

  • Crescita alta, inflazione bassa (boom): le azioni performano meglio; le commodity seguono la domanda industriale.
  • Crescita alta, inflazione alta (surriscaldamento): le commodity sono tra i migliori asset; le obbligazioni soffrono.
  • Crescita bassa, inflazione alta(stagflazione): il peggior scenario per azioni e bond; l'oro e alcune commodity reggono meglio.
  • Crescita bassa, inflazione bassa(recessione): le obbligazioni governative sono il rifugio; le commodity ciclicali crollano; l'oro spesso sale per il "flight to quality".

Avere commodity in portafoglio — specialmente oro — significa avere un asset che tende a performare bene proprio nei due scenari più difficili per un portafoglio tradizionale azioni/bond: stagflazione e recessione con inflazione persistente. È questa complementarità che giustifica la loro presenza.

La diversificazione reale: un esempio numerico

Considera due portafogli nel periodo 2021-2022, quando inflazione e rialzo dei tassi hanno colpito simultaneamente azioni e bond:

  • Portafoglio A (60% azioni, 40% bond): ha perso circa il 16% nel 2022, uno dei risultati peggiori in decenni per questa allocazione.
  • Portafoglio B (55% azioni, 35% bond, 10% commodity):grazie al rialzo del 25-30% delle commodity nel 2022, la perdita complessiva si è ridotta a circa il 10-12%. Un beneficio concreto e misurabile.

Questo non significa che le commodity proteggeranno sempre. Nel 2023, quando l'inflazione è scesa e le azioni sono rimbalzate, le commodity hanno sottoperformato. Il punto non è che le commodity siano "migliori" degli altri asset: è che si muovono diversamente, e questa diversità di comportamento è il beneficio che cerchiamo.

Il take-away pratico

Se stai costruendo il tuo portafoglio a lungo termine, considera una quota tra il 5% e il 10% in materie prime, privilegiando l'oro tramite ETC fisici (IGLN o SGLN) e una piccola parte in un ETF broad commodity come CMOD. Non aspettarti che le commodity crescano molto nel tempo: il loro ruolo è ridurre le perdite nei momenti peggiori per azioni e obbligazioni.

Metti in pratica quello che hai imparato.

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